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La 1a
D |
La 2a D | Amore remoto |
Difficile vita |
La 3a E |
Poesi |
A lei |
La 4a
E |
La notte | Professore delinquente |
A Manuzzi |
La giovane bionda | Finita l' estate | La luce della sera | Ho scoperto l' amicizia |
Attimi |
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L'incompiuta |
Temporale |
Amiche |
Ai giorni sì |
Sogno |
San Lorenzo 2001 | Il mio tutto | Per strada a Cesena | . | L'autore: nota biografica |
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SITO GEMELLATO A: The Uansgreips© official web page
QUANTE PERSONE HANNO VISITATO QUESTO SITO:
(il numero potrebbe comprendere gli accessi generati dall'autore per la sistemazione ed i vari aggiornamenti del sito)
MOTORE DI RICERCA:
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Siete capitati qui
magari trovando il sito grazie ad un motore di ricerca? Capita. Ho notato una lista di tutti i tentativi fatti (alla data del 31 marzo 2003, ma conto di aggiornarlo periodicamente), e ho deciso di allegarli qui di seguito in modo che possiate capire cosa c'entra questo sito (apparentemente poco) con quello che in realtà stavate cercando...
CARTINA PER SEGNARE DOVE SIETE: |
L'idea di creare questo sito nasce dalla voglia di pubblicare le mie poesie personali. A poco a poco ho pensato di aggiungere dell'altro, idee, concetti, qualcosa che potesse attirare più persone, più amici. Probabilmente col tempo il contenuto aumenterà, a meno che non mi venga lo schizzo di fare un altro sito. Comunque sia, ho cercato di esprimermi al meglio. Spero di aver raggiunto un risultato soddisfacente. La raccolta di poesie è (almeno come idea) in continua evoluzione. Al momento le potete leggere scorrendo a destra oppure cliccando direttamente sui titoli, qui a destra. ARGOMENTI DEL SITO:
PERCHE' TK?
LA NOVITÀ PIÙ RECENTE: Lezioni sullo Spam |
SCRIVETEMI A...
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UNA COSA VERAMENTE INTERESSANTE: Volete ricevere GRATIS via sms informazioni su cosa c'è da fare in giro la sera? Iscrivetevi a questo sito (io l'ho fatto per curiosità, non so se è già in funzione, ma l'idea è carina) cliccando sul banner qui sotto:
NOTA BENE Con le poesie, sono a quota 38... nel sito, le prime 25 altrimenti, quando sarò famoso e avrò scritto un libro*, non lo comprerà nessuno perché tutti le scaricheranno gratis da Internet...
*un sogno me lo concedete, vero? |
Avevo barre pubblicitarie... mi servivano a raggiungere lo scopo ultimo, di avere il sito www.1orizzontale.com, ma ora non servono più... Ora chi mi dava la barra mi ha scritto: "il numero di visiatori e' inferiore a 20 al giorno. non possiamo fornire il dominio! se la situazione cambiera', non esiti a ricontattarci!" ...Molto meglio restare a www.1orizzontale.tk |
I LUOGHI PIU' BELLI
D'ITALIA
Cartoline della Sardegna e delle sue spiagge sono reperibili e spedibili direttamente dal sito (si ringrazia l'editore per l'e-mail di approvazione):
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S |
SITI IN CUI POTETE TROVARMI: Sito di poesia www.poetichouse.com: Cliccare sul banner per iscriversi: Sito di opinioni personali su argomenti vari www.ciao.com: Cliccare sul banner per iscriversi: PER LEGGERE LE MIE
OPINIONI SU ciao.com: CHE NE DITE DI LASCIARMI UN MESSAGGIO, O DI LEGGERE CIO' CHE ALTRI MI HANNO SCRITTO ? L'autore declina ogni responsabilità circa il contenuto e riguardo a ciò che si può trovare scritto. A discrezione dello stesso, il presente collegamento verrà rimosso in caso fosse usato per scopi ritenuti indegni.
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La tecnologia WAP non ha purtroppo avuto il successo sperato; probabilmente la colpa principale sta negli elevati costi del servizio di connessione degli operatori mobili, ma per provare, e per tutti i ricchi che se ne fregano degli elevati costi, ho tentato.
Ancora il nome del sito è lungo e difficile da memorizzare (avete, per caso, carta e penna, o meglio, il cellulare sotto mano?)... ma se non ho sbagliato a trascriverlo, mi potete trovare su:
http://miowap.omnitelvodafone.it/uansgreips/index.wml
e, se avete un patrimonio in credito telefonico da dilapidare, potete venirlo a vedere...
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C' è bisogno di un dottore per il nostro professore: che
sciagura, un buon dì deve andare in 1a
D. Or son molti gli scolari ed i patti non son chiari, 24 sono in tutto e per molti questo è un lutto. Duro è per il professore lavorare 5 ore; continuare tu non puoi ognun fa gli affari suoi. Questa classe sfortunata par che venga dimezzata. Quest' altr' anno, in seconda non c'è più la baraonda, e di tutti i 24 son rimasti solo in 4. |
Al continuo della prima scrivo un' altra breve rima. Ora siamo in seconda, ma c' è ancor la baraonda. Della prima, i 24 siamo sol quattro per quattro; in più cinque dalla F che dei prof si fanno beffe. Ne vedremo delle belle quando arrivan le pagelle. Son gli alunni degli artisti a mimare volti tristi; nel vedere questi fatti i prof sono soddisfatti. Questa classe sfortunata verrà proprio sezionata; noi vivremo, dopo i conti da barboni, sotto i ponti. Ci ritroveremo presto in galera, tutti al fresco. |
La vedevo nel viale assieme ai suoi amici, lei era a piedi, io ero in bici. In quell' istante perdeva importanza la scuola, gli amici e la sua distanza. Il suo sguardo, dolce e improvviso sembrava quasi carezzarmi il viso; bello sarebbe stato fermarsi un momento e averle raccontato il mio sentimento. Quest' affetto in me è ancora intenso e ogni tanto di nuovo a lei penso: il mio cuore torna vuoto per un amore lontano e remoto. |
Dopo la scuola a casa torno: è già passato un altro giorno. Arrivo in fretta all' inizio della via mentre ricordo la mia filosofia. Ripenso veloce ai compiti da fare ma butterei tutti i libri in mare. Passano gli anni, la voglia di vita sta calando, non è infinita. Potrei cadere in un burrone profondo contenente tutti i problemi del mondo. L' aspetto non conta, è come una porta in questa vita per noi troppo corta. Dopo la morte non contano i nomi la vita è passata per tutti come automi; c' è solo una cosa che riscalda il cuore: può essere vario, ma è
sempre l' amore. Questo principio è importante per molti: è bello essere, nel cuore, colti. Per tutti è uguale la futura sorte: andare dritto fino alla morte. |
Con un po' di fantasia scrivo un' altra poesia; guarda che immaginazione ho cambiato anche sezione. Campanella per inizio: tutti pronti al supplizio con un po' di intolleranza qui si interroga ad oltranza. Non facciamo più attenzione: attendiam ricreazione. Son passate le due ore con lo stesso professore. Dell' inglese ognun si pente gli va a fuoco anche la mente. Non reggiamo, fino ad ora molto bene l' untim' ora: coi compagni il tempo passo a creare un po' di chiasso. Non c' è un che non si lagni: son simpatici i compagni; per ciascun, melodia bella è il trillìo di campanella. |
Ecco il talento del vero poeta: scriver dei versi come di seta. Questo talento non è cosa mia quello che scrivo non è poesia è più una scritta che dà supplizio ma ecco, di solito, come inizio: sto concentrato, aspetto un' idea ripenso al mare, all' alta marea. Penso alla vita, a una ragazza ricordo che ieri ho rotto una tazza. La penna biro, seguendo la mia mano compone una strofa, non scrive invano. Ed al mio fianco, per lessico vario ritrovo d' aiuto il vocabolario. Giocan gli amici all' inizio della via, con grande fatica ha fin la poesia. Leggo le strofe, cambio qualcosa mi accorgo che essa finora è disgustosa. Essendo all' oscuro la mamma è preoccupata, avverte il rumore di carta strappata. |
A casa penso a lei poi vengo interrogato, giacché non ho studiato non prendo più di sei; qualcosa un po' saprei il libro un po' l' ho letto, ricordo più il suo aspetto dipendo già da lei. Studiar di più dovrei vacanze troppo corte, la fine è ormai alle porte e intanto penso a lei. Non so cosa farei: studiar tutto d' un botto, pigliare qualche otto se non ci fosse lei. |
Non è solo sulla carta: siam davvero giunti in quarta. Sempre uguale è lo studente: dal carattere demente. Parliam male, con tripudio ovviamente dello studio. Questo è il compito assegnato: quant' è il tempo dedicato? Ai suoi tempi, il professore arrivava a dodici ore. Ma chi studia così tanto? Chi può farsi questo vanto? Il "lodevole" studente ama il dolce fare niente. Non aspetta l' equinozio per godersi in pace l' ozio. |
Sembra strano, ma di notte se ne fan di crude e cotte. C' è chi è stanco e assonnato: tutto il giorno ha lavorato; non ripensa al proprio aspetto si ritrova presto a letto. C' è chi pensa al dì seguente: ha l' esame di patente; ha una gran preoccupazione: fare fronte all' emozione. C' è chi balla in discoteca ogni sera vi si reca. Dal mattino, lo studente liberato ha la mente: di lezion ne ha avute poche: eran sol due ore buche. C' è anche il prof che è sfortunato: tutto il giorno rintanato a guardar compiti in classe lui non esce: ha la tosse. |
Professore delinquente molto spesso, di frequente mi hai chiamato alla lavagna con un gusto da cuccagna. Quando hai posto la questione ho pensato alla lezione; ho risposto molto lento grazie ad un suggerimento. La lezione è continuata: alla fine, che frittata! Conclusione poco bella: avrei preso 3 in pagella. Ma lo scopo del poema non sarebbe fare un tema; parlerò con vanità delle tue gran qualità. Uno grande dei tuoi vizi è riempirci di esercizi; ti parrebbe strano molto di veder qualcuno colto: tutto ciò che hai imparato di insegnare ci hai provato, ma noi sempre imbambolati come fossimo malati anzi, forse proprio in coma aspettandoci il diploma. |
Quando passa qui Manuzzi vibran tutti i calcestruzzi. Tutto assorto nella mente per l' esame di patente, sembra quasi una corrida il suo esame a scuola guida. Ha guidato per due ore con a fianco l' istruttore, ed ormai la mattinata si può dire terminata. Vedo lontano passare Marco: Cerco veloce tra la folla un varco. Passa ingenuo con il semaforo rosso: nessuno lo vede e viene promosso. |
Ho conosciuto una giovane bionda provo per lei una cosa profonda. La vedo sbucare dalla classe a fianco: ho scritto il suo nome a matita sul banco. Insieme ai compagni la vedo lontano mi passa davanti, cammina piano; rimango appoggiato per molto al muro provando per lei sentimento puro. All' improvviso tutto scompare, rimane lei e io la sto a guardare. Nel corridoio, mostrando il sorriso riempie di luce il suo dolce viso. Aumenta la gioia che mi sento dentro quando la vedo per le vie del centro. Quando mi vede mi porge un saluto: io le rispondo e rimango muto. Capisco quindi, lo dice il mio cuore che quello che provo è proprio amore. |
Finita l' estate l' ho conosciuta all' autoscuola, quando è venuta, sempre accerchiata da almeno un' amica per custodirla come gemma antica. Le mie pupille son come una ruota che seguono lei che fa da pilota; potessi guidare con lei al mio fianco andrei qua e là e mai sarei stanco. Mi fermo a mirar il suo corpo da Venere dal quale sprigiona espressioni tenere: alza lo sguardo, e i suoi occhi lucenti stendono a terra come armi potenti; con lei son debole, e per essere conciso stramazzo al suolo per un suo sorriso. Tra i biondi capelli due trecce dorate brillan come il sole nel cielo d' estate. La sua bellezza l' ha presa da un fiore e dalle stelle il suo splendore. |
Quando il cielo diventa blu scuro l' osservo cercando qualcosa di puro. Giunge il crepuscolo anche in campagna e la rugiada che i campi bagna. Se tutto d' un tratto lei esce all' aperto un improvviso bagliore avverto: non è definibile con sole parole, per farlo capire ben altro ci vuole. Paragonandole a tante stelle le bionde ciocche son molto più belle; le altre son nubi attorno alla luna, non batte di lei la bellezza alcuna. Sorveglio gli amici, e scorgendola con loro mi par di vederli trovare un tesoro; la sua luce, una fiamma passeggera smorza d' improvviso il buio della sera. La osservo e in lei scopro con semplicità una piccola ma profonda immensità. Quando infine a casa rientra di nuovo il buio alla luce subentra; trascino gli amici e me stesso lontano e il suo ricordo mi segue piano. |
Ho scoperto l'amicizia che cos' era quando siam rimasti soli quella sera a parlare dei problemi con le donne in vigilia ad una notte quasi insonne. Già ci avevano lasciato i nostri amici verso casa, chi in motore e chi in bici; nel silenzio il sol canto di più grilli con noi scemi a parlare di cavilli. Tra i lampioni dalla luce un po' accentuata è la nostra chiacchierata continuata per parlare del lavoro e delle lotte nel silenzio e nel buio della notte. Ho scoperto l' amicizia, quella vera in un giorno dalla conclusione nera: sotto il più scuro e stellato cielo nei tuoi commenti sentivo il gelo. Di queste donne, che possiam pensare? Quando lo vogliono, ci fanno irritare, eppur di una donna l' amore sogno ma di un amico ho anche bisogno, qualcuno che ti ammoni e che ti esorti, qualcuno contro cui non devi opporti. Mentre guido verso casa ci ripenso, nei discorsi che abbiam fatto trovo il senso: con le donne siamo proprio delle frane, ma son loro che ci paion tanto strane. |
A volte, nel gruppo, ti cerco, ti guardo a focalizzarti tra gli altri non tardo; scruto il tuo viso, sbircio i tuoi occhi coi quali ancora altre cose "tocchi". Seria e in silenzio, quasi stringi i denti mi chiedo, in quegli attimi, come ti senti. Provo a scoprire, indagar nel tuo "dentro" non so se in quell'aria infelice io c'entro. Miro i tuoi occhi, lucidi, espressivi mi han detto di eventi buoni e cattivi. Purtroppo c'è sempre un momento brutto lo trovi lì intorno, in quel niente, in quel tutto. Ti guardo negli occhi e dentro ti leggo; a volte il peso del tuo sguardo non reggo. Tu te ne accorgi, e con tutti i tuoi sensi mi fai scappare da quello che pensi rapidamente poi tutto nascondi: le angosce, le idee, i pensieri profondi. Se sola ti vedo, un minuto mi siedo: brillar quella luce negli occhi ti vedo. Quel che ti scrivo su un foglio di carta vorresti leggerlo prima ch'io parta. Scosto lo sguardo, ma resto vicino mentre prosegue del gruppo il cammino. |
Tutto é cominciato un dì a Firenze dal quale ho tratto impressioni intense. Senza sapere alla stazione chi mi aspetta ho preso il volo via di casa in tutta fretta, sono arrivato per il treno delle sei e se potessi farlo ancor, lo rifarei. Quando la smania del museo si fa sentire ti rendi conto che gli altri fai sparire; mi sembra vecchia la scusa dei reperti: un' occasione un po' migliore per vederti, ad osservare quelle cose dietro al vetro ma soprattutto con te ferma lì di dietro, tra cose antiche, degli Etruschi e degli Egizi esaminate vigilmente da altri tizi, alzando gli occhi per veder la vera Arte dal principio considerata un po' in disparte. Ritornati poco dopo insieme agli altri devo badar i loro persieri scaltri che son pronti a giudicarmi male forse nonostante un po' stremati dalle corse. Scrivo questo anche se forse è deleterio poiché interdetto son per un discorso serio e a compromettere la mia reputazione a tante altre vi si aggiunge un' occasione: |
per il mio caratteraccio un po' egoista cerco di buttare gli altri fuori pista, e a inventarmi quello sciocco paragone ti confronto a una partita di pallone. Però sento che quel senso prima fioco dentro a me si sta gonfiando a poco, a poco e a qualcun che mi capisce sto a parlarne per comprendere un po' meglio che pensarne. Ho apportato in agendino un gran sigillo: quando scorro quella data c' è uno squillo che rintrona dentro me, nella memoria ricordandomi i dettagli della storia. In più, scruto la tua foto là rubata che in incognito, da dietro, ti ho scattata. Non dimentico, di te un particolare che la tua presenza ha reso singolare: di per sè il tuo aspetto non lo può spiegare e la foto tua mi limito a guardare. Io però, col tempo, nella mente cinto ad organizzar di più son stato spinto ed i giorni mi hanno reso un po' brigante per disporre contro te un piano brillante, e ogni cosa che ora faccio e in cui mi muovo è un' attesa per vederti ancor di nuovo. |
Di lei c'è cosa di cui non esser fiero: che muta in sè stessa ogni mio pensiero. |
Ogni volta che mi avvio verso lo studio la metafora mi suona da preludio. Paragone un po' più chiaro non lo trovo per spiegare a tutti quanti cosa provo, e mi vedo in un tranquillo e buio campo ad aspettar guardando il cielo un forte lampo. Quell'esempio si capisce che è evidente quando osservo poi quell'essere splendente che se pur, per breve tempo, mi conduce abbagliandomi con tutta la sua luce. Chiudo gli occhi e mi ritrovo in un momento in quel campo, dove infuria un forte vento. Una nube che mi sembra tanto furba, e potente, a tal punto che mi turba va danzando, sotto quel fondale scuro con le altre, a formare quasi un muro. Io rivedo, aprendo gli occhi, quel mistero in colei al quale volgo il mio pensiero, e per quanto la conosca così poco non fa estinguer dentro me un caldo fuoco. Così quel lampo che nella notte tutto accende lo vedo in lei, che nell'oscurità risplende e come un fulmine, lucente ed improvviso fa comparire, per un attimo, un sorriso che si tramuta in un ricordo come tanti memorizzato tra mie gioie e miei rimpianti. Ma come poi finiscono le favole vedo svanire quella scena delle nuvole e quel sorriso che mi è parso così breve che sembra sciogliersi pian piano, come neve. Così cammino, torno fuori, mi allontano: il tentativo di tornar nel campo è vano; di fuori il sole mi risveglia, dice -È giorno- e la sua luce si diffonde tutta intorno. |
Le ho riviste poco fa, e sto ripensando a un'amicizia cominciata non so quando; c'è chi dice che il 3 è un numero perfetto: non ho ancor notato in loro alcun difetto. Se pur gli anni tra me e loro siano vari siamo giunti a stima e affetto straordinari e per quanto differente la mia età si riesce a bilanciarla un po' a metà. Ho imparato in un momento in piena crisi che di senso i lor discorsi sono intrisi, che se prima mi sentivo un po' insicuro ora so che ogni colloquio è poi maturo, che per quanto strampalato sia il mio impegno sono pronte a donarmi ogni sostegno, che potrei fidarmi senza batter ciglio ascoltando un loro valido consiglio. Son contento, quando penso, certe sere che ho incontrato senza dubbio amiche vere, che fin quando la mia angustia sarà tolta offriranno il loro aiuto a me ogni volta. Non ricordo se ho provato già in passato un motivo per cui esser così grato, ma se un giorno non saprò più cosa fare resterà un suggerimento da ascoltare. |
Certe volte son distrutto tutto quanto sembra brutto; tra gli amici, chi dilaga mette il dito sulla piaga se qualcuno poi mi vede che sto male forse crede. Dentro me tutto è lontano: anche il cuore suona strano. Il mio cuore mai s'adagia e l'umore lo contagia. Chi mi cura ed è mio complice è celato nel più semplice, nel cercar le cose belle dove brillano le stelle, nel trovarne ancora tante osservando verdi piante rievocando una poesia che ti sappia portar via. Sento il vento sul mio viso così scopro, per inciso che il rumore delle foglie questa angoscia un poco toglie. È così che un giorno no cambia -come, non lo so- in un giorno da leone che mi pare una canzone. La tristezza, via la getta e in un lampo mi proietta nel più caro e dolce idilio dove resto poi in esilio. |
Ho passato un'esperienza che a mio avviso dentro me ha lasciato impresso un paradiso, un ricordo che nessuno mi può nuocere e che, quando lo ritrovo, mi fa vincere, un momento che ho passato da disperso in un mondo in ogni aspetto un po' diverso. Dieci ore per potere superare la distesa che chiamiam da sempre mare, cambio vita, e mi adeguo al gran passaggio e per giorni mi comporto da miraggio. Ho seguito il movimento di ogni onda e ho notato che dovunque ti circonda guardo dietro, miro ai lati e poi di fronte e mi accorgo del medesimo orizzonte, due pianeti separati da quel viaggio con il mare quale unico paesaggio. Chiudo gli occhi e ripenso a nove giorni, un periodo che sogno che ritorni, ogni cosa che ti incita e ti invita a restare a dilettar tutta la vita. Visitando il litorale trovi un posto che la costa di proposito ha nascosto, una cala, sulla riva, con la spiaggia che lontano ti saluta e ti incoraggia. Per un attimo ti fermi, chiudi gli occhi e di nuovo quella spiaggia bianca tocchi, nell'azzurro intravedi qualche scoglio che si bagna in chiare acque con orgoglio, un pensiero che si marca nel tuo petto: sabbia bianca, acqua chiara, un blu perfetto, guardi intorno, e rimani poi colpito da quel mare che dà un senso d'infinito; se poi cerco di capir ciò che mi piace non mi è chiaro se è il silenzio o la pace che mi chiede con vigore di restare e mi imprime una gran voglia di tornare. |
Ed è lì che ho conosciuto quella dea che d'avermi sconquassato il cuore è rea. C'è qualcosa più importante dell'aspetto perciò questo è il mio commento più corretto: nel profondo si rivela risoluta, la mia mente e i miei pensieri, tutto muta; nello svago, divertente ed intrigante, l'ho trovata anche per questo interessante, e per quanto si è mostrata riservata solo a lei questa mia ode è dedicata. Il suo esser così dolce e matura non capisco che cos'ha che mi cattura, e il mio animo, da sempre duro e fiero è caduto, ed è or suo prigioniero. Tutto questo mi ha portato a un'agonia, il bisogno si trasforma in malattia che ogni attimo che vivo, mi influenza ed un sintomo che provo è dipendenza, e la cura più efficace è il mio ritorno, il pensiero che mi assilla più ogni giorno. |
Ho
tentato di capire cos’ho dentro, di
scrutare in fondo al cuore, proprio al centro per
interpretare questo desiderio che
ha sconfitto il mio cercare d’esser serio ma
non riesco a decifrare senza aiuto cosa
provo per chi ho sempre conosciuto ed
attonito son schiavo del mio cuore che
comanda ogni momento anche il mio umore. Un’idea
dentro di me l’ho ricercata e
più volte mi son detto -L’ho trovata- ma
ingannato da me stesso, m’ero illuso ed
infine il risultato mi ha deluso. Ma
la considerazione che ora faccio scaturisce
con violenza da un abbraccio e
poiché dentro di me fa gran rumore io
non riesco a non donarle gran valore ma
prudente devo esser, e quel che voglio lo
trascrivo brevemente in questo foglio. Oltre
ad esser bella, la mia Primavera con
sé stessa deve essere sincera, voglio
che mantenga sempre la dolcezza e
che al pari possa crescere in saggezza, che
di tutto quel che vive sia contenta e
la gente che l’osserva, questo senta. Sceglie
bene nella vita, poiché è adulta, il
mio cuore ne conviene, e lieto esulta. Ho
descritto forse il meglio che ci sia e
la meta è superare l’idea mia, una
gara con un premio sul finale: ottenere
il rapporto più speciale. Il
mio aiuto che le offro, le è dovuto ne
son certo, poiché l’ho sempre saputo. |
Posso dire che non era nel mio intento tutto quello che è successo, questo evento che mi ha reso in qualche modo dipendente e ha scombussolato il cuore e la mia mente; ed in modo assai diverso mi comporto poiché il mio atteggiamento è or distorto; e di scriver poesie riprendo il vizio ma è qui che quel mio libro ha il vero inizio. Ogni ode, e ogni opera passata si trasforma in percezion dimenticata e se leggo tutte quelle scritte prima suonan come filastrocche scritte in rima perché ciò che era il passato, ora è distrutto e Lei ora è il mio presente ed il mio tutto. Tutto il resto che ho vissuto, ora è il nulla e il mio cuore, ipnotizzato, già si culla non ho avuto alcuna prova, alcun indizio per accorgermi di questo nuovo inizio; ciò che conta è che sono ormai sicuro di com'è che voglio vivere il futuro del mio tempo che ogni giorno va e cammina dentro cui, a fianco a me, voglio Romina che riempia totalmente la mia vita fino a renderla perfetta ed infinita che mi insegni dell'amor la vera essenza, che io possa averne sempre la presenza come al buio della notte, di una stella pur essendone, a mio avviso, lei più bella, tanto che quella bellezza si è posata su ogni luogo o posizione in cui è stata.
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La ritrovo ogni volta, con l'incenso non riesco ad evitarlo, e a lei penso col profumo che si spande nella stanza e quel filo che si muove, e quasi danza; il suo esser così dolce e assai stupenda sono certo che ogni cosa bella renda: l'ho potuto facilmente io provare grazie a ciò che sono grato di passare. Tutto questo, che ha riempito il mio cuore l'ho tradotto col vocabolo di "Amore" con il termine perfetto e più vario che si possa trovar dentro al dizionario la precisa ed ideal definizione il miglior modo di dire, o locuzione. E non c'è dentro di me più meraviglia nel notar quanto una donna ora mi piglia, e non trovo che ci sia niente di strano se per anni sono stato qui, lontano né pensando a quell'inaspettato agosto che ha scoperto un sentimento in me nascosto, quella sera di vacanza in Sardegna che la mia esistenza ha reso lieta e degna. Son sicuro, ho raggiunto un compromesso: ho capito cos'è meglio per me stesso, cosicché pensando a Romy con orgoglio potrò dire a tutti quanti -È lei che voglio.-.
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Sono per strada, in centro a Cesena, il traffico è alto, la strada è piena. Fisso il semaforo, che segna rosso, il disco di luce in alto è il più grosso. Passo i secondi guardandomi intorno: il centro di luci e vetrine è adorno. Un gruppo a piedi fermo si vede: aspettano il verde sul marciapiede. C’è cane al guinzaglio, c’è carrozzina, chi esce dal market con una sportina, chi è alla fermata, sulla panchina e chi attento guarda una vetrina. Giovani allievi attendon l’Atr per ritornare alle loro terre; si fermano gli autobus, i colorati tram e noi in automobile dietro aspettiam, gioco di piedi, di frizioni e freni, di utilitarie che corron come treni. Niente autocarri o autoarticolati, solo, in bicicletta, vecchietti spaesati; come contorno, giardini e qualche aiuola, il tutto succede all’uscita della scuola. Esci dal centro e ti convinci: domani alle 8:00 di nuovo cominci.
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Nato
a Cesena (FC) il 6 dicembre 1975 ed ivi residente. Scrive
poesie dal 1990, un po’ per scherzo, un po’ perché l’anno dopo
gli è stato “imposto” come esercitazione scolastica, evento
insolito per chi frequenta un istituto tecnico per geometri, istituto
presso il quale ha conseguito la maturità nel 1994. A
livello lavorativo, è iscritto all’Albo Professionale dei Geometri
della provincia di Forlì-Cesena dal 2000, come libero professionista,
ma collabora dal luglio 2001 ad un’agenzia immobiliare associata ad
impresa di costruzioni di Cesena.Le
poesie restano uno
dei modi che preferisce per esprimere cosa pensa, per descrivere
esperienze vissute, rapide sequenze di vita quotidiana, come fotografie
“istantanee” che restano a ricordo di attimi e che documentano il
passato. Del resto, ama scrivere qualsiasi cosa, evento, appunto,
considerando ogni frase non scritta come un pensiero dimenticato.
Non
ha particolari esperienze per quanto concerne pubblicare poesie, in
quanto i suoi componimenti assomigliano perlopiù a “filastrocche”,
considerato che un brano in rime (soprattutto baciate) è un po’ “fuori
moda” in questo periodo, e che gran parte dei poeti attuali non utilizzano comunque lo stile classico del
passato. La
sua personale raccolta di poesie non è definitiva. Ogni esperienza, in
particolare la più importante, è vissuta con la massima intensità, e
diventa o diventerà un nuovo tassello, un nuovo punto di vista per
descrivere un’esistenza, altrimenti destinata a confondersi tra tante
altre comuni. |
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INDICE POESIE |
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HO APERTO UNA SEZIONE IN CUI ESPRIMO LA MIA OPINIONE SU DIVERSI ARGOMENTI. PER LEGGERLE CLICCATE SUL RIQUADRO QUI A LATO: OPPURE VISITATE IL SITO: http://1orizzontale.splinder.it
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NOTA BIOGRAFICA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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